A.C. 2736
Grazie, signor Presidente. Noi non voteremo la fiducia al Governo. Non la voteremo, innanzitutto, perché non abbiamo avuto neanche lontanamente la possibilità di esaminare questo decreto, che è arrivato alla Camera dei deputati mercoledì scorso e gli emendamenti sono stati votati giovedì. Ormai, siamo dentro un regime di monocameralismo imperfetto ed è una responsabilità enorme che vi state assumendo. Vedete, l'attacco alla Costituzione è complessivo: sta nei toni che, talvolta, vengono utilizzati nei confronti dell'opposizione - nella giornata di oggi abbiamo potuto ascoltare alcune perle da parte della nostra Presidente del Consiglio -, ma sta, soprattutto, in una pratica di svuotamento del lavoro delle Camere e delle Commissioni. Signor Presidente, noi non accetteremo mai di essere dei passacarte del Governo Meloni e non accetteremo mai questa pratica che ha portato a 56 voti di fiducia in questa legislatura. Il record storico.
Ma, accanto a questo record, c'è il record dei decreti-legge, soprattutto dei decreti-legge che sono, sostanzialmente, delle bandierine. Leggiamo il sottotitolo di questo decreto Sicurezza: non c'è un euro, sono soldi che vengono smobilizzati dall'INAIL, che sono risorse dei lavoratori e degli imprenditori. Voi non avete messo una risorsa aggiuntiva, nonostante riconosciate - abbiamo ascoltato gli interventi di tutti - l'emergenza della sicurezza nei luoghi di lavoro. Quando si agisce così, bisognerebbe avere l'umiltà di confrontarsi con le proposte dell'opposizione.
Noi non abbiamo avuto, dall'inizio, un atteggiamento pregiudiziale nei vostri confronti, non abbiamo mai detto che il nostro voto era contrario in partenza, nessuna delle forze dell'opposizione. Abbiamo presentato pochi e selezionati emendamenti. Abbiamo chiesto l'obbligo della formazione in presenza: non mi sembra una proposta particolarmente sovversiva. Abbiamo chiesto maggiori controlli per le aziende che fanno formazione, perché la qualità è fondamentale. Abbiamo chiesto di misurare nei cantieri le presenze di tutti i lavoratori, non soltanto quelli sotto contratto, e dopo dirò perché. Abbiamo chiesto una cosa elementare: che vengano riconosciuti alle coppie di fatto i benefici delle prestazioni dell'INAIL quando un proprio caro, il proprio coniuge, perde la vita. Mi sembra una misura di civiltà. Avete detto “no” anche a questo. E poi, abbiamo chiesto che venga riconosciuto il danno biologico, non abbiamo chiesto la luna. Tutti “no”. Non c'era la possibilità di muovere una virgola. Questo accadeva al Senato. Alla Camera, poi, ci siamo trovati di fronte a una seduta notturna singolare, dove, a un certo punto - gliela dico in maniera molto franca -, al trentesimo “no” senza nessuna spiegazione da parte del Governo, abbiamo ritirato i nostri emendamenti e abbiamo detto: vi votate voi il mandato al relatore, non partecipiamo a pantomime.
Perché vede, signor Presidente, i dati purtroppo inchiodano questo Governo. Ascoltavo prima il collega della Lega, che ha fatto un intervento pacato, che rivendicava i dati dell'occupazione. Bisogna andare a vedere dentro quei dati, signor Presidente: cresce la precarietà, crescono i contratti intermittenti. È l'INAIL che dice che sui luoghi di lavoro si muore il doppio se sei precario, se sei intermittente, se lavori con salari bassi.
E vede, a me colpisce molto l'assenza del racconto dei singoli, delle vite, delle biografie di chi muore sui luoghi di lavoro. Prima veniva citato dalla collega del MoVimento 5 Stelle il caso, quello che è andato su tutti i giornali, di quel lavoratore rumeno Octay Stroici, seppellito sotto la Torre dei Conti e del suo compagno di lavoro disperato, Gaetano La Manna. Vede, io ho partecipato venerdì allo sciopero generale della CGIL a Roma, che non era un modo di fare il weekend lungo, perché i lavoratori - ve lo ricordo - se lo pagano lo sciopero, mentre, invece, i Ministri che sbagliano le leggi non hanno nessun tipo di danno da tutto questo. Abbiamo portato una corona di fiori alla Torre dei Conti, dove è morto quell'operaio. È mai possibile, signor Presidente, che una persona debba lavorare su un ponteggio a 66 anni? A 66 anni non si può stare in un cantiere, bisogna stare in pensione. E lo dico nel giorno in cui voi avete presentato un emendamento che è il vero pacco di Natale fatto da Giorgia Meloni ai lavoratori italiani: aumentate l'età pensionabile. L'avevate aumentata già prima, rispetto all'aspettativa di vita, di 3 mesi, ora è di 6 mesi. Poi, lo scandalo, lo schiaffo a una generazione che ha fatto sacrifici per riscattare la laurea e gli dite che quel riscatto della laurea non serve più ai fini contributivi: 2 anni e mezzo in meno.
Ma come pensate di governare un Paese così, senza neanche confrontarvi con le parti sociali? Pensate, davvero, che con questi furti di Stato potrete convincere ancora i lavoratori che siete affidabili? Avete messo in campo un'iniziativa inaccettabile, e su questo terreno la nostra opposizione sarà durissima. Perché, vede, che cosa diremo a quei giovani, a quei meno giovani che hanno pagato, che il patto con lo Stato non serve a nulla? Ma non eravate voi che avevate fatto la campagna elettorale per abolire la legge Fornero e, invece, l'avete peggiorata? Basta arroganza, Presidente. Vogliamo risposte vere, alcune le abbiamo ottenute: è di oggi la notizia che, finalmente, il relatore in Commissione attività produttive ha ritirato quel pezzo della legge sulle piccole e medie imprese che assolveva completamente le aziende committenti della filiera della moda rispetto agli appalti e subappalti.
È una vittoria dell'opposizione, del sindacato e, persino, di Confindustria. Basta pagare un paio di scarpe 400 euro e avere gli operai, lungo la catena dei subappalti, pagati 2-3 euro l'ora: c'è qualcosa che non va.
Vede, ho ascoltato alcune frasi durante una manifestazione del partito di Fratelli d'Italia. Prima il capogruppo di Fratelli d'Italia diceva: non abbiamo visto arrivare Elly Schlein. La Meloni ha citato Nanni Moretti e ha detto: “Mi si nota di più se vengo e me sto in disparte o se non vengo per niente?”. Citazione molto bella, di un grande film, Ecce Bombo. Io le cito, di nuovo, Moretti e dico: caro Governo Meloni, “la messa è finita”, perché il Paese reale si sta svegliando, si sta svegliando a fronte di un carrello della spesa sempre più vuoto…
… il 25 per cento, e si sta svegliando rispetto a un diritto fondamentale. Vedete, avete avuto un ceffone dalla Corte costituzionale, ieri, sul salario minimo.
Ci avete fatto perdere tempo, riapriamo quella discussione, anziché sabotare le leggi buone dell'opposizione.